Alice e il sindaco Alice e il sindaco, Nicolas Pariser sulla politica come eterna contingenza Il Sindaco di Fabrice Luchini si dice fieramente progressista, ma il progresso è andare da un punto A ad un punto B: senza obiettivi, non c’è progresso. E la qualità del progresso dipende ovviamente dalla qualità di questi obiettivi.
Terry Jones In memoria di Terry Jones Per la fortuna di tutti noi Terry Jones nel 1961 scelse di iscriversi ad Oxford.
Cannes Sorry We Missed You, il cinema di Ken Loach commuove con le dissolvenze a nero Nelle dissolvenze a nero di Sorry We Missed You emerge tutto il radicale pessimismo di chi non crede alla possibilità di correzione del capitalismo
Star Wars L’Ascesa di Skywalker chiude con fatica la trilogia ridando la parola ai “maestri” Lì dove Episodio VIII osava ed esagerava, Episodio IX gioca invece in difesa: L’Ascesa di Skywalker chiude la trilogia con fatica e poca inventiva.
Parasite Bong Joon-ho in Parasite racconta la disparità sociale con la luce e la pioggia Bong Joon-ho è uno dei pochissimi registi di “cinema dal vero” che scrive e dirige i suoi film come se fossero in realtà cartoni animati
Gemini Man Gemini Man e l’insanabile separazione tra immagini e vita La domanda che pone Ang Lee è chiara e netta: l'ultima evoluzione del cinema passa per la sua stessa negazione?
Jodorowsky Pillole: la Psicomagia anti-surrealista di Jodorowsky nasce dalle immagini Se la psicomagia non può essere utilizzata per comprendere il cinema di Jodorowsky, si può utilizzare la sua filmografia come un manuale di psicomagia
Quentin Tarantino C’era una volta a... Hollywood è un film altalenante ma dalla tenerezza inedita C’era una Volta a… Hollywood è un film autosufficiente, in grado di emanciparsi dalla trama e dall’intreccio
Venezia 76 Venezia 76, La mafia non è più quella di una volta: Maresco “scettico di merda” Maresco restituisce dignità a figure squallide attraverso il mezzo cinematografico, utilizzando le inquadrature di Dziga Vertov e illuminandoli con la fotografia di Joseph MacDonald
Marriage Story Venezia 76, Marriage Story: il film migliore di Baumbach rincorre Bergman e Allen Se generalmente prendere nettamente le difese di uno dei propri personaggi non è la cosa migliore da fare quando si fa un film, Noah Baumbach con in Marriage Story mette in scena il divorzio tra Charlie (Adam Driver) e Nicole (Scarlett Johansson) per riflettere sulla sua separazione (reale) dalla moglie
Venezia 76 Venezia 76, About Endlessness: il “cinema di caduta” di Roy Andersson si fa cornucopia In ogni film di Roy Andersson c’è sempre il “momento della caduta”, quella scena in cui uno dei personaggi, per un motivo qualsiasi, finisce al suolo
Martin Eden Venezia 76, Martin Eden: l’adattamento “verista” di Pietro Marcello Il film, essendo ambientato in Italia, perde quella dimensione marinaresca dell’opera originale e viene ricondotto ad una dimensione, quella bucolica, che Marcello aveva già esplorato con il suo cinema
The New Pope Venezia 76, The New Pope: il Dio di Sorrentino ci salva attraverso l’eutanasia I due episodi di The New Pope proiettati a Venezia 76 sono attraversati da un senso di tristezza e disperazione molto diverso da quello che invece incombeva sui lavori più recenti di Paolo Sorrentino
Joker Venezia 76, Joker: il film di Todd Phillips cede alla retorica che vorrebbe distruggere Il film di Todd Phillips fallisce nel momento in cui “a joker” diviene definitivamente “the Joker”.
J'Accuse Venezia 76, J’Accuse: quella di Polanski è un’indagine condotta da spettatore Il cinema di Polanski si basa sulla costante produzione di immagini.
La vérité Venezia 76, La vérité: Kore’eda compie la sua mimesi ma si svela con un’immagine Il primo film “occidentale” (per la precisione, europeo) di Hirokazu Kore’eda sembra essere scritto e diretto da Olivier Assayas.
Il Signor Diavolo Il Signor Diavolo, l’horror padano di Avati fatto di immagini che scompaiono Il Signor Diavolo è un film di apparizioni. Così Avati non permette alle sue immagini di formarsi sulla retina di chi guarda, le rimuove e le sostituisce continuamente.
Xavier Dolan Un Dolan ipertrofico sulla possibilità di raccontarsi solo in relazione con gli altri Paradossalmente, nel “cinema di solitudine” di Xavier Dolan sembra impossibile pensare davvero “soli” i personaggi, che sono invece sempre circondati da gente con la quale si devono relazionare
Toy Story 4 Toy Story 4 e il valore della sottrazione: il bisogno di perdere qualcosa per strada Toy Story 4 sfrutta l'espediente Pixar più classico ed abusato (mettere i propri personaggi nella condizione di dover lottare continuamente per rimanere uniti) e lo disinnesca progressivamente, mettendo in discussione la necessità stessa di rimanere uniti per sempre.
I Morti non Muoiono The Dead Don’t Die, gli indicibili tormenti dei mortali secondo Jarmusch The Dead Don't Die non è L'Alba dei Morti Viventi, né tantomeno L'Alba dei Morti Dementi. Piuttosto L'Alba dei Morti Indolenti.
Dolor Y Gloria Con Dolor y Gloria il cinema di Almodóvar torna al suo massimo splendore Dolor Y Gloria è uno dei film più significativi della filmografia di Pedro Almodóvar
Noi Noi, il cinema di Jordan Peele: i cambiamenti di una società nascono prima in casa Dopo aver “conquistato” nel primo film l'indipendenza dai padroni bianchi, adesso Jordan Peele, intelligentemente, pone i suoi protagonisti in un mondo che li vede già integrati: sono amici dei bianchi e vanno in vacanza con loro.
Bentornato Presidente Bentornato Presidente è cinema (im)popolare della migliore fattura Quello di Stasi e Fontana è il “cinema del cambiamento”. Il cui motto araldico può essere solo uno: “Maledetti!”.
Agnès Varda In memoria di Agnès Varda Addio alla decana del cinema francese, cineasta geniale ancora attiva all'età di 90 anni.
Dumbo Dumbo di Tim Burton sabota dall’interno i colossi dell’intrattenimento In questo remake che gioca tutto sull'analogia metacinematografica di un piccolo studio indipendente che viene fagocitato da una grande multinazionale, emergono tutte le contraddizioni della carriera di Tim Burton.