Non c’è nessun intreccio in The French Dispatch, nessuna trama da sviluppare
orizzontalmente: è l’estremizzazione del gesto di Wes Anderson, intento a
sfogliare le pagine di un magazine immaginario, supplemento di un quotidiano
americano redatto in una città francese, anch’essa fittizia, Ennui-sur-Blasé,
pescando dal suo ultimo numero