Il meglio del 2018 Il meglio del 2018: i cinque film da rivalutare Prosegue la retrospettiva di Stranger Than Cinema dedicata ai migliori lavori cinematografici del 2018: adesso è il turno dei titoli da rivalutare.
Il meglio del 2018 Il meglio del 2018: i cinque migliori film animati Prosegue la retrospettiva di Stranger Than Cinema dedicata ai migliori lavori cinematografici del 2018. È il turno dei cinque migliori film di animazione.
Il meglio del 2018 Il meglio del 2018: i cinque film che (forse) non avete visto Il primo pezzo per lo speciale “Il meglio del 2018” è dedicato ai film che (forse) vi siete persi durante il corso dell'anno
Bumblebee Bumblebee, l'approccio da animatore di Knight sostituisce il titanismo di Bay Nonostante il suo Bumblebee sia immerso in una atmosfera anni ’80 spesso smaccatamente nostalgica, Travis Knight sembra più rifarsi ad un certo cinema di animazione che ai cult della Amblin di quegli anni.
Cold War Cold War, il bianco e nero diegetico di Pawlikowski per un capolavoro apolide Se il bianco e nero di Ida, con le sue sfumature morbide e poco contrastanti, era un bianco e nero estetizzante, adesso quello di Cold War è quasi prosaico, diegetico, narrativo.
Robert Redford Old Man & The Gun, la storia “quasi vera” del ladro Redford che ruba recitando Guardando Old Man & The Gun, non riusciamo mai effettivamente a capire come sia stato possibile per Forrest Tucker mettere a segno così tanti colpi, eppure alla fine del film non si potrà che esserne convinti.
Santiago, Italia Santiago, Italia: il “parziale” Nanni Moretti fra individualismo ed individualità "Santiago, Italia" condanna l’individualismo del nostro tempo (indicato come il male da eradicare) ma esalta l’individualità di uomini e donne che, proprio attraverso le loro vicende strettamente personali ed i loro ricordi più intimi, ricostruiscono un pezzo di Storia
Red Zone Red Zone - 22 Miglia di fuoco, la recensione: “Iko is not your amigo” La dimensione seriale in cui si inserisce Red Zone spinge Berg a cambiare il suo cinema alla base: i personaggi non possono più essere eroi occasionali.
Tutti lo sanno Tutti lo sanno, il melò di Asghar Farhadi fra soap e grande cinema Come in ogni film di Asghar Farhadi, anche in Todos lo saben sembra che gli snodi cruciali della narrazione non si risolvano nel film, ma fuori da esso.
Soldado Soldado è un (bel) film che aderisce con efficacia al processo di “serializzazione” Soldado è per ovvie ragioni la razionalizzazione di un film complesso e denso, che in nessun modo prevedeva la realizzazione di un sequel se non per le logiche commerciali di serializzazione
Ceylan L’albero dei frutti selvatici, la cicatrice di ciò che poteva essere e non è stato Ne L'albero dei frutti selvatici è come se ci fosse un film possibile che però non ci è concesso guardare, uno che narra una vicenda diversa da quella che invece Ceylan sceglie di farci vedere
First Reformed First Reformed, il film di Schrader che si fa immagine sacra Quello di Schrader è un film sull'accumulazione di emozioni e dolori, alla quale associa un processo di scarnificazione che spoglia man mano le immagini sino ad inquadrare l'essenziale
Hold the dark La morte come esperienza spirituale, Hold the Dark nasconde le colpe nella neve Saulnier con il suo noir glaciale sembra voler fondere in unico film, un po’ “revenge movie” come Blue Ruin e un po’ “survival” come invece era Green Room, i suoi due lavori del 2013 e del 2015.
Blackkklansman BlacKkKlansman è un saggio sulla forza delle immagini e delle parole Quello di Lee è un vero e proprio saggio sulla forza delle immagini, quelle che vediamo al cinema o quelle sui giornali, sulla loro valenza pedagogica e sui rischi nocivi della loro diffusione.
Kore'eda Un affare di famiglia, quello di Kore’eda è oggi il cinema più sofisticato possibile La forza del cinema di Kore’eda sta quindi nella scelta di non costringere mai lo spettatore a comprendere i personaggi che osserva, ma di lasciare invece a chi guarda la libertà di aderire naturalmente al loro punto di vista
Gus Van Sant Don’t Worry, il film di Gus Van Sant sulla “rinascita” si regge sui suoi attori Don’t Worry (He Won’t Get Far On Foot) trova il suo fascino nella descrizione che fa di un uomo che tradisce sempre le aspettative di chi lo osserva da fuori e lo giudica sulla base dell’idea che si è fatto superficialmente di lui
22 Luglio Venezia 75, 22 Luglio: il film sulla strage di Utøya è più complesso di come appare Come ogni film di Paul Greengrass, anche 22 Luglio indossa la maschera del dramma ma rivela in più occasioni la voglia di rielaborare delle vicende così dolorose in una narrazione sempre riconducibile a quella classica del thriller
Sunset Venezia 75, Sunset: il film di László Nemes percorso da una urgenza febbrile I personaggi dei film di László Nemes sembrano voler raggiungere i propri scopi sempre nella maniera meno comprensibile, quella a cui mai nessuno penserebbe
Suspiria Venezia 75, Suspiria: nel remake di Guadagnino sono i corpi a veicolare la paura Come prevedibile il remake di Suspiria a firma Luca Guadagino è un film che non vuole ricalcare un classico del cinema per rendergli omaggio, ma è un lavoro personale che vuole essere la massima espressione di un cinema che si esprime con i corpi dei suoi personaggi
Doubles Vies Venezia 75, Doubles vies: una commedia che svela la finzione del mezzo filmico Anche nel suo nuovo Doubles Vies, Olivier Assayas cerca sempre il modo di svelare a chi guarda l'origine ingannevole dei suoi film
The Ballad of Buster Scruggs Venezia 75, The Ballad of Buster Scruggs: il divertissement colto dei Coen I film dei Coen sono unici perché si basano su di una successione di scene che non sono mai ridicole prese da sole, ma che fanno ridere per la loro precisa collocazione nella narrazione
Alfonso Cuarón Venezia 75, Roma: il film di Cuarón che rielabora fatti e ricordi in cinema Alfonso Cuarón in Roma rimaneggia delle vicende reali, quelle della sua infanzia, per farne qualcosa che è sempre riconducibile al cinema
First Man Venezia 75, Il Primo Uomo: l’allunaggio silenzioso e senza clamore di Chazelle First Man, come ogni altro film di Damien Chazelle, narra di grandi ambizioni che per essere soddisfatte devono necessariamente scontrarsi con difficoltà altrettanto importanti
Ocean's 8 Ocean’s 8 non ribalta la prospettiva maschile della serie ma si limita all’omaggio Gary Ross riesce benissimo nell’omaggiare la serie di Soderbergh senza però avere la forza di usare quello che era il fulcro di ogni suo episodio, ovvero il carisma dei personaggi e dei divi che li incarnano, per fare qualcosa di diverso.
Hereditary In Hereditary il regista è la minaccia ma sono i cliché ad uccidere Il grande merito di Aster sta sicuramente nel voler proporre un tipo di cinema horror che non vuole tanto far paura per quello che racconta, ma per il modo che sceglie nel farlo