22 Luglio Venezia 75, 22 Luglio: il film sulla strage di Utøya è più complesso di come appare Come ogni film di Paul Greengrass, anche 22 Luglio indossa la maschera del dramma ma rivela in più occasioni la voglia di rielaborare delle vicende così dolorose in una narrazione sempre riconducibile a quella classica del thriller
Sunset Venezia 75, Sunset: il film di László Nemes percorso da una urgenza febbrile I personaggi dei film di László Nemes sembrano voler raggiungere i propri scopi sempre nella maniera meno comprensibile, quella a cui mai nessuno penserebbe
Suspiria Venezia 75, Suspiria: nel remake di Guadagnino sono i corpi a veicolare la paura Come prevedibile il remake di Suspiria a firma Luca Guadagino è un film che non vuole ricalcare un classico del cinema per rendergli omaggio, ma è un lavoro personale che vuole essere la massima espressione di un cinema che si esprime con i corpi dei suoi personaggi
Doubles Vies Venezia 75, Doubles vies: una commedia che svela la finzione del mezzo filmico Anche nel suo nuovo Doubles Vies, Olivier Assayas cerca sempre il modo di svelare a chi guarda l'origine ingannevole dei suoi film
The Ballad of Buster Scruggs Venezia 75, The Ballad of Buster Scruggs: il divertissement colto dei Coen I film dei Coen sono unici perché si basano su di una successione di scene che non sono mai ridicole prese da sole, ma che fanno ridere per la loro precisa collocazione nella narrazione
Alfonso Cuarón Venezia 75, Roma: il film di Cuarón che rielabora fatti e ricordi in cinema Alfonso Cuarón in Roma rimaneggia delle vicende reali, quelle della sua infanzia, per farne qualcosa che è sempre riconducibile al cinema
First Man Venezia 75, Il Primo Uomo: l’allunaggio silenzioso e senza clamore di Chazelle First Man, come ogni altro film di Damien Chazelle, narra di grandi ambizioni che per essere soddisfatte devono necessariamente scontrarsi con difficoltà altrettanto importanti
Ocean's 8 Ocean’s 8 non ribalta la prospettiva maschile della serie ma si limita all’omaggio Gary Ross riesce benissimo nell’omaggiare la serie di Soderbergh senza però avere la forza di usare quello che era il fulcro di ogni suo episodio, ovvero il carisma dei personaggi e dei divi che li incarnano, per fare qualcosa di diverso.
Hereditary In Hereditary il regista è la minaccia ma sono i cliché ad uccidere Il grande merito di Aster sta sicuramente nel voler proporre un tipo di cinema horror che non vuole tanto far paura per quello che racconta, ma per il modo che sceglie nel farlo
Speciale Bergman Speciale Bergman 100 - Monica e il desiderio Come altri film di Bergman degli anni ’40, anche Monica e il desiderio riguarda una giovane coppia di amanti che decide di fuggire dalle stringenti convenzioni della società.
Gli Incredibili 2 Gli Incredibili 2, nulla è cambiato eppure tutto è cambiato Senza ombra di dubbio Gli Incredibili 2 riesce a fare al meglio ciò che ogni cinecomic vorrebbe fare: unire l’azione all’umorismo.
Ingmar Bergman Speciale Bergman 100 - Sussurri e Grida Il primo di una serie di speciali dedicati alla figura del maestro svedese, in occasione del 100esimo anniversario dalla sua nascita.
Una luna chiamata Europa Una luna chiamata Europa, i migranti volano nel visionario film ungherese Come spesso avviene per i film che provengono da Paesi che vivono una difficile crisi sociale, sarebbe facile ridurre anche la nuova opera di Kornél Mundruczó ad una allegoria dell’Ungheria di Orbán. Eppure Mundruczó sembra non avere alcuna voglia di schierarsi, realizzando invece un film che insegue le grandi
Estate 1993 Estate 1993, un film che elabora un dramma lasciandolo sullo sfondo C’è un dramma enorme sullo sfondo di Summer 1993 che non diviene mai angoscia, perché chi dovrebbe provare quel senso di dolore è così piccolo da non riuscire ad elaborarlo in maniera razionale.
Unsane Unsane di Soderbergh sfida chi guarda: credere alla vittima o al carnefice? Nel cinema di Soderbergh non è quasi mai la narrazione a veicolare un messaggio, ma il medium che usa per girare (o per produrre) i suoi film. Quindi quale mezzo migliore di un iPhone per narrare una vicenda di ossessioni maniacali ?
Tully Tully, il picco creativo del sodalizio fra Jason Reitman e Diablo Cody In Tully sembra esserci un disaccordo fra ciò che vorrebbe narrare Diablo Cody (che il film lo ha scritto) e ciò che invece vorrebbe comunicare Jason Reitman (che il film lo ha diretto)
Cinema Italiano A Quiet Passion, Terence Davies si “conforma” ed “in segreto disobbedisce” “Conformarsi sempre, ma in gran segreto disobbedire”. È uno dei consigli che Emily Dickinson riceve nel corso di A Quiet Passion, ma è anche la filosofia a cui da sempre aderisce il cinema di Terence Davies.
Cinema Italiano La Terra dell’Abbastanza, un film che mostra una storia e ne racconta un’altra Il film si regge sulla separazione fra ciò che vediamo e ciò che invece la narrazione vorrebbe farci capire, ovvero che i due giovani non sono così impermeabili alla violenza come invece le immagini suggerirebbero.
Lazzaro Felice Alice Rohrwacher firma con Lazzaro Felice il suo film più ambizioso (e meno efficace) Quando la dimensione di favola, che fino ad allora il film voleva solo suggerire, irrompe nella narrazione con il suo immaginario surreale, Lazzaro Felice abbandona le idee che sembrava avere a cuore dall’inizio
Recensione Mektoub: My Love, lo sguardo di Kechiche che non lascia mai i suoi personaggi Lo sguardo di Kechiche non si muove mai dai corpi dei giovani ragazzi: nega panoramiche e campi lunghi, riduce ogni scena a primi piani e piani americani, riuscendo ad inquadrare per 3 lunghe ore di film quasi sempre e solo i suoi personaggi.
Cinema Italiano Dogman, il cinema di Garrone che cerca la carezza nel pugno Garrone sceglie di ridurre il suo cinema ad un minimalismo che lavora con pochissimo eppure è in grado di scavare nell’animo di chi guarda senza farsene accorgere
Cinema Italiano Loro di Paolo Sorrentino comincia “alla Scorsese” e finisce “alla Totò” Se ne La Grande Bellezza o in The Young Pope i personaggi principali non vengono mai messi in discussione, con Berlusconi sembra esserci un “dovere” a cui non è possibile sfuggire
Wes Anderson Isle of Dogs, la stop-motion si conferma il mezzo migliore per Wes Anderson Il cinema di Wes Anderson sembra reggersi su di un fragile equilibrio fra bambinesca dolcezza ed ansia della fine
Andrew Haigh Charley Thompson, il cinema dei silenzi di Andrew Haigh si fa confessione Se 45 anni si basava su ciò che i personaggi non dicevano, il nuovo Charley Thompson è un film di “confessioni”
Horror A Quiet Place, un b-movie che si regge sul suono ma non rinuncia alle immagini Krasinski riesce a creare un clima di ansia ed apprensione non solo con il sound design, ma anche grazie alle immagini e all'uso da manuale dei cliché del genere