Marty Supreme, il “trumpismo” e l’etica di un film
Marty Supreme, volutamente o meno, finisce per idealizzare quella idea di suprematismo e destino manifesto che caratterizza lo zeitgeist attuale.
Marty Supreme, volutamente o meno, finisce per idealizzare quella idea di suprematismo e destino manifesto che caratterizza lo zeitgeist attuale.
È un film sul potere, questo Send Help, che ovviamente è anche il potere della regia, dell’autore che impone le sue scelte attraverso la selezione di una possibilità tra molte e al tempo stesso l’esclusione (e invisibilizzazione) di tutte le altre.
I migliori film (in ordine sparso) del 2025 secondo Stranger Than Cinema, selezionati esclusivamente tra quelli distribuiti in Italia.
Il sequel di Zootropolis è un film sfaccettato, complesso, ma anche esilarante e visivamente appagante.
The Running Man sceglie di rimanere fedele alla fonte letteraria e riflette sullo stato del cinema d’azione occidentale, sulla sua difficoltà a rinnovarsi essendo ormai inevitabilmente già scritto, già visto, già girato.
Dalla sua, Anemone, ha una grande fortuna, quella di poter contare per il ruolo di protagonista su quello che è probabilmente l’attore più grande della sua generazione: Daniel Day-Lewis.
Springsteen: Liberami dal nulla è un film decisamente meno adrenalinico e “rock” di quello che ci si potrebbe aspettare, ma decisamente più compassato e crepuscolare.
È un film sorprendente, The Life of Chuck, in cui non c’è una singola scena che non lo sintetizzi tutto, come quella - già cult - dello sfrenato ballo di Tom Hiddleston in giacca e cravatta per le strade di Boston.
Il Frankenstein di Guillermo Del Toro è meno audace rispetto ai migliori film del suo autore, ma è comunque in grado di dirci qualcosa di importante sul presente.
Bugonia, insieme a La Favorita, è l’opera più accessibile e godibile del regista greco.