Recensione To the Ends of the Earth, gli eterni turisti di Kurosawa nella terra senza sbocchi È nel disastro, nel trauma, nell’incendio indomabile di una raffineria, che i personaggi di Kurosawa si riconoscono.
Alice e il sindaco Alice e il sindaco, Nicolas Pariser sulla politica come eterna contingenza Il Sindaco di Fabrice Luchini si dice fieramente progressista, ma il progresso è andare da un punto A ad un punto B: senza obiettivi, non c’è progresso. E la qualità del progresso dipende ovviamente dalla qualità di questi obiettivi.
Parasite Bong Joon-ho in Parasite racconta la disparità sociale con la luce e la pioggia Bong Joon-ho è uno dei pochissimi registi di “cinema dal vero” che scrive e dirige i suoi film come se fossero in realtà cartoni animati
Gemini Man Gemini Man e l’insanabile separazione tra immagini e vita La domanda che pone Ang Lee è chiara e netta: l'ultima evoluzione del cinema passa per la sua stessa negazione?
Xavier Dolan Un Dolan ipertrofico sulla possibilità di raccontarsi solo in relazione con gli altri Paradossalmente, nel “cinema di solitudine” di Xavier Dolan sembra impossibile pensare davvero “soli” i personaggi, che sono invece sempre circondati da gente con la quale si devono relazionare
Toy Story 4 Toy Story 4 e il valore della sottrazione: il bisogno di perdere qualcosa per strada Toy Story 4 sfrutta l'espediente Pixar più classico ed abusato (mettere i propri personaggi nella condizione di dover lottare continuamente per rimanere uniti) e lo disinnesca progressivamente, mettendo in discussione la necessità stessa di rimanere uniti per sempre.
I Morti non Muoiono The Dead Don’t Die, gli indicibili tormenti dei mortali secondo Jarmusch The Dead Don't Die non è L'Alba dei Morti Viventi, né tantomeno L'Alba dei Morti Dementi. Piuttosto L'Alba dei Morti Indolenti.
Dolor Y Gloria Con Dolor y Gloria il cinema di Almodóvar torna al suo massimo splendore Dolor Y Gloria è uno dei film più significativi della filmografia di Pedro Almodóvar
Noi Noi, il cinema di Jordan Peele: i cambiamenti di una società nascono prima in casa Dopo aver “conquistato” nel primo film l'indipendenza dai padroni bianchi, adesso Jordan Peele, intelligentemente, pone i suoi protagonisti in un mondo che li vede già integrati: sono amici dei bianchi e vanno in vacanza con loro.
Bentornato Presidente Bentornato Presidente è cinema (im)popolare della migliore fattura Quello di Stasi e Fontana è il “cinema del cambiamento”. Il cui motto araldico può essere solo uno: “Maledetti!”.
Dumbo Dumbo di Tim Burton sabota dall’interno i colossi dell’intrattenimento In questo remake che gioca tutto sull'analogia metacinematografica di un piccolo studio indipendente che viene fagocitato da una grande multinazionale, emergono tutte le contraddizioni della carriera di Tim Burton.
Peterloo In Peterloo di Mike Leigh la retorica dei personaggi modifica la loro fisionomia In Peterloo ogni frase pronunciata dai personaggi cambia il loro aspetto, la fisionomia del loro volto. La retorica comporta una modificazione nel corpo che la accoglie, nel viso che la veicola.
Gloria Bell Gloria Bell, Sebastián Lelio rifà se stesso trovando una inedita vena sognante Il remake di Lelio racconta di nuovo di una donna in là con gli anni, sola ma in cerca ancora di qualcosa, eppure stavolta quella medesima storia sembra essere pervasa da un'atmosfera sognante assente nell'originale
The Guilty The Guilty, thriller telefonico nel segno di Locke che costruisce invece di demolire A differenza di Locke di Steven Knight, The Guilty non "demolisce" ma "costruisce" qualcosa (l'intreccio e la tensione) e procede per accumulazione (di indizi e colpi di scena).
Alita Alita, classicismo al servizio delle più moderne tecnologie di motion capture Alita, come tutto il cinema di Cameron, si basa sulla verosimiglianza scientifica e sulla credibilità ingegneristica.
Clint Eastwood The Mule, il cinema di Clint Eastwood si fonda sulla responsabilità individuale Clint Eastwood sceglie di narrare la storia di un anziano floricoltore in rovina che diventa un corriere della adottando il tono leggero della commedia, cioè quello che in teoria sarebbe il meno adeguato.
Il Primo Re Il Primo Re, il film di Rovere dilata i tempi come il nuovo cinema di violenza impone Il Primo Re non vuole suscitare l'eccitazione nello spettatore attraverso l'esibizione della violenza, ma decide invece di dilatare i tempi come avviene nel cinema violento contemporaneo.
La Favorita Lanthimos compie il definitivo passo verso Hollywood con La Favorita La Favorita, il primo film compiutamente hollywoodiano di Yorgos Lanthimos, è finalmente un’opera onesta nei confronti dello spettatore.
Creed Creed II è un film su Viktor e Ivan Drago (nonostante il titolo) Il vero fulcro di Creed II non è la vicenda di Adonis e Rocky, bensì la parabola dei loro due sfidanti: Viktor e Ivan Drago. Sono loro stavolta i perdenti con una grande occasione di riscatto.
Glass Glass, la trilogia di Shyamalan si conclude senza tradire la sua origine Glass, esattamente come il primo film della trilogia che ora conclude, non è un film di supereroi ma un film sui supereroi.
Benvenuti a Marwen Benvenuti a Marwen è il primo film “mo-cap” di Zemeckis che al realismo preferisce la finzione Per la prima volta Zemeckis rende volutamente finti i movimenti dei suoi attori digitali, non cerca il realismo nelle loro azioni ma invece rimarca il fatto che questi pupazzi non siano delle vere persone.
La notte di 12 anni La notte di 12 anni, “body horror” che fa percepire la violenza senza esibirla Il nuovo film di Brechner sembra fare quello che già faceva Lav Diaz: prendere un genere proprio del cinema di serie B per piegarlo alla propria visione, ma senza negare a chi guarda le sensazioni che il genere dovrebbe far provare
Vice Vice somiglia ad un “political drama” di Aaron Sorkin montato da Michael Moore Vice, come già La Grande Scommessa, è un film di “omissis”, che ci nega alcuni passaggi della narrazione perché impossibili da ricreare se non ricorrendo alla finzione e all’invenzione.
Bumblebee Bumblebee, l'approccio da animatore di Knight sostituisce il titanismo di Bay Nonostante il suo Bumblebee sia immerso in una atmosfera anni ’80 spesso smaccatamente nostalgica, Travis Knight sembra più rifarsi ad un certo cinema di animazione che ai cult della Amblin di quegli anni.
Cold War Cold War, il bianco e nero diegetico di Pawlikowski per un capolavoro apolide Se il bianco e nero di Ida, con le sue sfumature morbide e poco contrastanti, era un bianco e nero estetizzante, adesso quello di Cold War è quasi prosaico, diegetico, narrativo.